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giovedì 27 giugno 2013
La crescita infelice del Brasile
venerdì 7 giugno 2013
Compostaggio: metodo del cesto
La tecnica del compostaggio in
cesto o canestro è molto semplice e consiste nello scavare un buco circolare
profondo 20-40 cm e inserire all’interno un cilindro di rete metallica o un
canestro fatto con legni flessibili che uscirà dal terreno per 20-30 cm. Il diametro del foro varia in funzione della disponibilità di scarti da un minimo di 30 cm fino a 60-80 cm, superare questa dimensione comporta difficoltà nella gestione del foro. All'interno del foro inserire un primo strato
di materiale grossolano per evitare ristagni d’acqua poi si può cominciare a
inserire i rifiuti come in una normale compostiera. Si consiglia di mettere come
ultimo strato della paglia che mantiene la coibentazione e evita la presenza di
moscerini e altri insetti.![]() |
| Sezione Basket composting |
Vantaggi:
- è possibile utilizzare i benefici del compost direttamente sulle piante;
- è adatto per chi ha a disposizione quantità limitate di scarti e di spazio;
- a parte la costruzione del cesto è un metodo che richiede poco lavoro.
- non è adatto se si hanno a disposizione molti scarti.
domenica 26 maggio 2013
Compostaggio: metodo Indore
Le tecniche di trasformazione
della sostanza organica sono il frutto di una sapienza antica che si è
sviluppata in tutto il mondo con modalità differenti ma con finalità analoghe.
In particolare in quei paesi che hanno da sempre avuto abbondanza di sostanze
di scarto è culturalmente radicata la pratica di non lasciare che queste
diventino un rifiuto ma si trasformino in preziosa risorsa. Anche in questo
caso l’oriente fornisce abbondanti lezioni di gestione delle risorse ,non
sprecando nulla di quello che la natura ci ha concesso, contrariamente
all’occidente che ha fatto dello spreco uno scellerato modus vivendi. Una
tecnica di compostaggio molto efficace viene dall’india centrale, dal distretto
di Indore, da cui prende il nome questo metodo di trasformazione delle sostanze
di scarto.
Il metodo Indore consiste nel mettere
strati di materiali diversi l’uno sull'altro per formare un cumulo. In primo
luogo, è necessario fare una base di rami e altro materiale difficilmente
decomponibile . Questo permette una maggiore ventilazione che è importante per
la sopravvivenza dei microrganismi. poi la stratificazione è la seguente:
1. 10 centimetri (cm) di
materiale che è difficile da decomporre, per esempio materiale ricco di cellulosa. Poi cospargere con acqua.
2. 10 cm di materiale facile da
decomporre, quali scarti di frutta e verdura.
3. 2 centimetri di concime
animale (se disponibili).
4. Uno strato sottile di terra
fertile per ottenere i microrganismi necessari per il processo di compostaggio.
5. Ripetete questi strati fino a
quando il cumulo raggiunge 1m a 1,5 m di altezza.
Completare la costruzione del cumulo entro una settimana.
Dopo 2 o 3 settimane il mucchio deve essere smontato e ricostruito. Questo
perché non tutti i materiali si decompongono uniformemente. Anche nel secondo
cumulo è necessaria una base di materiale grossolano. Il materiale che nel
primo cumulo era più esterno, più asciutto e non si è decomposto va posto nella
parte centrale della nuova struttura e abbondantemente innaffiato prima di
ricostruire il nuovo cumulo. È chiaro che, in questa seconda fase, l’originale
stratificazione viene persa. Il nuovo nucleo
di scarti indecomposti viene ricoperto con il resto del materiale. Un secondo
rivoltamento viene eseguito dopo ulteriori tre settimane controllando umidità e
temperatura e innaffiando.
Alcune sostanze come l’urina umana
e la cenere di legna sono promotrici della crescita dei microrganismi, ma solo
se utilizzate in piccole quantità. L’urina viene diluita in un rapporto 1:4 con
acqua e distribuita sopra lo strato di suolo del punto 4. Qualche manciata di
cenere svolge una funzione analoga.
Il processo di trasformazione
fornisce buoni risultati e in tempi brevi, in tre mesi viene completata la
degradazione della maggior parte delle sostanze. In particolari condizioni
(freddo, rapporto C/N non ottimale, ecc.), la durata della trasformazione può
aumentare fino a sei mesi.
Vantaggi del metodo
- Il processo può essere controllato agevolmente e senza particolari problemi
- I tempi sono abbastanza brevi
Svantaggi del
metodo
- Sono richieste grandi quantità di acqua
- È molto laborioso in confronto ad altri metodi.
- Tutte le quantità di materiale necessarie alla costruzione del cumulo devono essere disponibili in breve tempo.
venerdì 17 maggio 2013
Modi di compostare
Fino ad alcuni anni fa la pratica del compostaggio era limitata agli spazi aperti (giardini, aie, stalle). Man mano che si è fatta strada la consapevolezza che il riciclo della sostanza organica non era solamente un sfizio da figli dei fiori, si sono aperte diverse strade per praticare il compostaggio anche in ambienti che prima non erano presi in considerazione. Lo studio e la diffusione delle tecniche di trasformazione anaerobica (bokashi), l'inserimento sul mercato di compostiere automatiche e il vermicompostaggio permettono, con un minimo impegno, di "creare" ottimo humus anche in assenza di un giardino. Nelle grandi città, anche chi abita in un appartamento senza balconi o garage può rivolgersi a delle associazioni che si occupano di compostaggio. In questo caso gli scarti di cucina possono essere conservati in freezer, questo consente di conservarli senza che producano i fastidiosi odori della decomposizione e, inoltre, elimina eventuali larve della mosca della frutta che possono essere presenti negli scarti. Nello schema seguente sono riprodotte le principali tecniche di compostaggio utilizzabili in funzione dell'abitazione.
sabato 4 maggio 2013
serra anti lumache da bottiglia di plastica
Chi
coltiva il proprio orto può comprendere la frustrazione di vedere
completamente distrutte le piantine appena messe a dimora. I
terribili sicari sono dei lucidi e viscidi molluschi gasteropodi
terrestri che si chiamano limacce (fam. Limacidae), anche le
classiche lumache con guscio apportano considerevoli danni ai teneri
virgulti appena trapiantati. Esistono diversi metodi per liberarsi da questi viscidi nemici, quasi tutti, purtroppo implicano
l'eliminazione fisica di questi animaletti. Anche i metodi più
vicini al sentire ecologico portano alla morte dei molluschi (ad es.
le trappole di birra). Dato che sono nettamente contrario alla pena
di morte e che ritengo che limacce e chiocciole abbiano un loro ruolo
nella trasformazione della sostanza organica, ho deciso di
industriarmi per trovare un metodo efficiente per proteggere le
piantine senza nuocere ai predatori di lattughe. Ho provato con
strisce di sabbia o di cenere che sono dei dissuasori per i molluschi
in quanto non riescono a strisciare su materiali assorbenti. Il
rimedio presenta, però, almeno due pecche: la prima è che a lungo
andare cenere e sabbia alterano il naturale equilibrio del terreno,
la sabbia cambia la struttura del suolo rendendolo più permeabile e
poroso. La cenere influisce sulla chimica del terreno rendendolo più
acido. La seconda è che il materiale funziona bene come deterrente
fino a quando è abbastanza asciutto, quando piove e si satura, le
lumache riescono ad attraversarlo. A questo punto ho cominciato a
pensare di proteggere fisicamente le piantine con del materiale di
recupero: ho preso dei bottiglioni in PVC per il vino e li ho
tagliati a metà. Ho ricavato un foro circolare sul fondo e ci ho
incollato un pezzo di rete antizanzare. Per non sprecare l'altra metà
del bottiglione ho incollato un pezzo di zanzariera anche alla bocca
della bottiglia in modo da avere 2 mini-serre. La parte più larga
costituita dal corpo della bottiglia può essere utilizzata per
piante più grandi, mentre quella svasata con l'imboccatura può
essere utile per le piante più piccole. Una volta completata la
mini-serra va posizionata sopra la pianta rincalzando la terra
lateralmente. In questo modo la piantina è protetta dalle lumache,
prende tutta la luce necessaria, può essere facilmente abbeverata
senza levare la bottiglia, può essere protetta dal freddo
semplicemente variando la grandezza del foro (o facendo dei piccoli
fori laterali) e le lumache sono libere di scorrazzare nell'orto,
anche se saranno costrette a cambiare la loro dieta...
venerdì 26 aprile 2013
Un altro mondo è possibile
Mai come adesso si sente la
stringente necessità di modificare il modus vivendi della società
contemporanea. Il modello basato sulla continua ascesa del PIL ha miseramente
fallito. Ci ha trasformato in automi decerebrati degni di un film di Fritz
Lang, dedichiamo gran parte della giornata al lavoro, siamo gli schiavi del XXI
secolo e il nostro padrone è il denaro. Per lui trascuriamo gli affetti, la
famiglia, gli amici. Per il denaro non abbiamo più tempo per socializzare, per
fare volontariato, per dedicare un po' di tempo a noi stessi.
Questa spirale vorticosa ha divorato
il nostro tempo, e tutto per ottenere soldi, che servono per comprare cose
sostanzialmente inutili che non avremo il tempo di usare. Il parossismo
consumistico che permea la nostra epoca sta portando alla distruzione il nostro
pianeta, ma sta anche mortificando le nostre vite. Il PIL, le banche e una
politica che oltre che miope si sta rivelando fortemente presbite ci stanno
affondando, stanno spegnendo le speranze di tutti noi. Il denaro ha fatto
deragliare le nostre vite e la crisi che morde è la conseguenza della bramosia
di potere e soldi che il bulimico mix di banche, politica e multinazionali ha
costantemente perpetuato negli ultimi trenta anni. Un cambio di rotta è
necessario, una rivoluzione di idee e comportamenti che riporti sui giusti
binari questa umanità sempre piú confusa e drogata da una visione di crescita
insostenibile. Niente cresce all'infinito, e anche l'economia non si sottrae a
questa legge naturale, quindi sostenere che l'unica via di sviluppo delle
società è la crescita esponenziale del PIL è quanto meno innaturale. Fare un
passo indietro non significa tornare al passato ma prendere consapevolezza che
un altro mondo è possibile. Un mondo più giusto e solidale, un mondo pulito e
rispettato da una sostenibilità delle attività antropiche non più procrastinabile. Un mondo in cui il lavoro prende il giusto tempo e non ruba
all'uomo gli affetti, la conoscenza e la cultura perché una vita senza questi
fondamentali pilastri non vale la pena di essere vissuta. La politica nazionale
è la diretta conseguenza di una comunità europea che ascolta solo i bilanci e
le banche, mentre resta inascoltata l'angoscia e la sofferenza delle persone
che vivono un presente difficile e si aspettano un futuro terribile. La
speranza di un nuovo inizio, di una nuova era in cui la persona ritorni ad
essere baricentrica nel pensiero politico, sociale ed economico non è riposta
in una ripresa della crescita della produzione e vendita di beni materiali, ma
riparte dalle azioni dei singoli che
devono avere come riferimento il proprio territorio. Lo sviluppo delle economie
locali è la risposta alla logica delle multinazionali che ci imbottiscono di
prodotti scadenti e lasciano le briciole alle economie indigene esportando i
loro capitali all'estero. Comprando i prodotti del territorio si aiutano il
commerciante e il produttore locale, si aiuta l'ambiente risparmiando
carburanti e inquinamento, si migliora il tessuto sociale e si guadagna in
salute. D'altra parte anche uno studio condotto in 20 stati africani dalle
Nazioni Unite ha evidenziato che l'unico modo possibile per sfamare i 9
miliardi di persone che popoleranno la terra nel 2050 sarà quello di rivolgersi
alle economie locali ed in particolare alla produzione biologica a piccola
scala. Ripartiamo da questo. Un altro mondo è possibile!
domenica 21 aprile 2013
Prodotti per la pulizia: attenzione alle sostanze potenzialmente pericolose
Uno
studio dell’Agenzia per la protezione ambientale americana (EPA) ha messo in
evidenza che una delle cause di maggiore inquinamento dell’ambiente domestico
sono i prodotti per la pulizia della casa. Negli ultimi anni c’è stato un boom
di questi articoli, con una diversificazione che ha raggiunto la soglia del
ridicolo: prodotti per pulire efficacemente l’interno della vasca, le
piastrelle, le fughe delle piastrelle, gli infissi, i mobili, prodotti per il
lavello, per il piano cottura, per il frigorifero, deodoranti per il water, i
cassetti, i ripostigli, ecc…
Tra poco per ogni elemento di arredo presente
in casa sarà necessario un prodotto per pulirlo e deodorarlo! Siamo alle
solite, l’industria ci tratta come un gregge di pecore e ci crea bisogni assolutamente
artificiali per propinarci più prodotti possibili, in modo da svuotare le
nostre tasche e riempire i nostri ripostigli di detergenti, deodoranti e affini
assolutamente inutili e, purtroppo, spesso estremamente dannosi per noi e per
l’ambiente. In realtà la nostra dimora può essere efficacemente pulita con tre
soli elementi: limone, aceto e bicarbonato di sodio, e proprio per esagerare
potremmo includere nella lista la soda e ovviamente l’acqua per diluirli e per
sciacquare. Ognuno di questi ha una funzione specifica che approfondiremo nei
post seguenti e possono in alcuni casi essere abbinati. Inoltre, possiamo produrre sapone in casa, non è difficile come si può pensare e assolve a gran parte delle pulizie domestiche. I prodotti industriali
per soddisfare le sempre più “sofisticate” esigenze del mercato si affidano a
componenti chimici che possono rivelarsi altamente tossici. Provate a pensare
al detergente che si usa per pulire i forni incrostati, riesce in pochi minuti
a rimuovere anni di grasso accumulato (per non offendere nessuno prendo ad
esempio il mio forno…). Cosa potrebbe fare alle cellule della nostra pelle o del
nostro corpo se inalato? Dovete pensare che i nostri arrosti saranno “conditi”
di soda caustica per diverso tempo dopo l’applicazione di questi sgrassanti. A
pensarci bene esistono sostanze naturali altrettanto efficaci di quelle
industriali. Ad esempio perché pulire i mobili in legno con spray costosi ed
inquinanti quando la cera d’api nutre il legno, esalta le venature, è
antistatica (respinge la polvere) e ha un gradevole profumo? L’elenco delle
alternative è lungo: la natura ci mette a disposizione tutto quello di cui
abbiamo bisogno: sta a noi decidere se approfittarne oppure no.
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Fonte wikipedia Perdonate l’ossimoro ma l’azolla è la perfetta sintesi di quanto affermato nel titolo: utilissima e infestante. Togli...




